Monastero di San Basilio

Tipo
Palazzo
Nazione
Italia
Regione
Abruzzo
Provincia
L'Aquila
Comune
L'Aquila

Descrizione

La chiesa e il monastero di S. Basilio, la cui prima edificazione viene fatta risalire dall’annalista Cardinale Baronio al 496, fu sede nella seconda metà del XIV sec. delle monache benedettine di S. Basilio. L’ordine religioso esercitò un ruolo importante nell’ambito cittadino, in quanto, avendo nel convento scuole e convitto, contribuì alla formazione della cultura aquilana.Prescelto come luogo di ritiro da Maria Pereyra Camponeschi, vedova di Lalle Camponeschi e nonna del Papa Paolo IV, fu inserito tra le visite della Regina Giovanna nel 1493. Nel 600 il convento fu affidato alle Celestiniane che, grazie alla spinta spirituale di Pietro da Morrone che investì tutta l’Europa, fece rinascere architettonicamente e strutturalmente il complesso monastico. L’edificio, per la fastosità della sua architettura e per la grandiosità del suo impianto, fa supporre che l’idea di un convento-palazzo fosse il frutto non solo della grande fortuna dell’ordine celestiniano nella città ma di quei contatti con l’Europa che i monaci avevano già allacciato con il diffondersi dell’ordine. La progettazione fu affidata a Sebastiano Cipriani da Norcia, che ne iniziò la riedificazione (dopo il terremoto del 1703). Quando nel 1740 il Cipriani morì, lasciando incompleta l’opera, gli succedette nella direzione dei lavori Donato Rocco Cicchi di Costanzo, come attesta un atto notarile del 1756, nel quale egli si impegna a disegnare, forse, il piano nobile e l’ammezzato. Il complesso, che si affaccia su un largo spazio, oggi destinato al giardino, occupa due lati della piazza. La facciata orientale mette in evidenza come le diverse fasi costruttive si siano combinate fra loro con la netta prevalenza della struttura settecentesca. L’interno della chiesa è un rifacimento settecentesco: un’unica aula con cappelle laterali con cellula centrica sormontata da una cupola. L’abside, appena accennata custodisce l’altare maggiore, costituito da un’edicola timpanata su paraste corinzie. Ai lati dell’altare due cantorie in legno decorato con decorazioni barocche.