Chiesa di Santa Maria di Collemaggio

Tipo
Chiesa
Nazione
Italia
Regione
Abruzzo
Provincia
L'Aquila
Comune
L'Aquila

Descrizione

Si racconta che la basilica venne edificata sul Colle di Maggio, perché in quel luogo la Vergine Maria apparve a Pietro da Morrone. La costruzione impegnò le maestranze dal 1283 al 1288 e il 29 agosto 1294 fu lo scenario della proclamazione del frate alla dignità di papa, con il nome di Celestino V. All’esterno la basilica presenta una facciata a coronamento orizzontale suddivisa in due ordini da una cornice marcapiano, con rivestimento in conci di pietra bianca e rosa.. Nella parte inferiore si aprono tre portali, di cui il centrale è opera di pregevole fattura, riccamente ornati da cinque archi a tutto sesto concentrici, arricchiti da venti nicchie finemente lavorate che custodivano altrettante statuine in pietra risalenti al XIII e al XIV sec., ora per la maggior parte asportate. Nella parte superiore della facciata tre rosoni, differenti fra di loro, di cui il centrale a doppia ruota, danno luce alle navate interne. Nel fianco sinistro si apre la Porta Santa, sovrastata da un’aquila, simbolo della città, e recante nella lunetta un affresco trecentesco raffigurante la Madonna con il Bambino, S. Giovanni Battista e S. Celestino V. La torre campanaria, che oggi si presenta ridotta nell’altezza a causa del terremoto, fu eretta nel 1287. L’interno, che ha subito un discusso radicale restauro negli anni 60, ci appare nelle forme più antiche del XIII secolo. Delle strutture barocche rimangono testimonianze solo nelle cappelle absidali e nel transetto. Divisa in tre navate da colonne ottagonali sostenenti arcate ogivali, la basilica ospita nelle nicchie delle pareti alcuni affreschi. Nel transetto è possibile ammirare il Mausoleo di S. Pietro Celestino, opera di Gerolamo da Vicenza del 1517, commissionato dalla Congregazione dell’arte della lana, in stile lombardo-veneto, preceduto da un altare del 1617. Le spoglie del Santo furono inizialmente custodite in un’urna d’argento donata dal Comune dell’Aquila che fu bottino del Principe d’Orange nel 1530. Nel 1646 fu realizzata un’altra teca in argento, anch’essa trafugata dai Francesi. Attualmente il corpo del Santo è custodito in un’urna di cristallo e argento sbalzato di recente realizzazione.