Sala del Gonfalone

Gonfalone della citt? dell'Aquila, particolareLo Stendardo, dipinto su seta, è opera di Giovan Paolo Cardone (notizie dal 1569 al 1586), il più significativo allievo del pittore aquilano Pompeo Cesura. Secondo antichi memorialisti, sarebbe una copia di un altro stendardo dipinto dal belga Aert Mytens, detto Rinaldo il Fiammingo (notizie circa 1541-1602), offerto in dono dalle confraternite aquilane alla basilica di San Pietro in Roma in occasione del giubileo del 1575.

Rappresenta sulla parte anteriore il Salvatore, secondo la tipologia del Cristo risorto di Michelangelo in Santa Maria sopra Minerva in Roma, fra la Vergine e un angelo inginocchiati.

Al centro è la rappresentazione della città dell'Aquila, come distesa sopra un manto sorretto dai quattro protettori della città (S. Massimo, Celestino V, S. Bernardino da Siena e S. Eutizio). Sulle «code» in basso sono effigiati due santi vescovi, S. Francesco e i due santi francescani più popolari a L'Aquila, S. Bernardino e S. Giovanni della Marca. Sul retro, che funge anche da fodera, lo stemma francescano e cherubini. Sui due ovali delle fasce laterali compare l'aquila imperiale, che allude anche al nome della città, mentre sulle fasce superiore e inferiore è effigiato il cosiddetto stemma di S. Bernardino.

Sotto il profilo storico ed urbanistico è da segnalare come nella rappresentazione del tessuto urbano medievale, si innestino armonicamente le più recenti costruzioni del Castello e di S. Bernardino. Le foto illustrano alcuni momenti del restauro, avvenuto tra il 1984 e il 1986 presso l'Istituto Centrale del Restauro, su richiesta della Soprintendenza; completato l'intervento, il manufatto è stato collocato in una sala del museo appositamente ristrutturata, protetto dentro una teca vetrina, tra le più grandi esistenti in cristallo.

Gonfalone Il gonfalone durante i lavori di restauro
Restauro del gonfalone Il gonfalone durante i lavori di restauro