Madonna in trono col Bambino

Madonna in trono con il Bambino
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Scultura
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Legno intagliato e dipinto
Datazione
Sec. XV (prima metà)
Provenienza
L'Aquila - Chiesa della Madonna del Carmine (o di Assergi)  - Visualizza sito
Dimensioni
114 x 53 x 17 cm
Diritti oggetto digitale
BSAE AQ

Descrizione breve

La Madonna siede su un basso sedile rettangolare. Il manto azzurro con risvolti dorati, aperto sulla veste con disegni dorati (come quella del Bambino), scende dal capo sulle ginocchia della Vergine, dove cade formando pieghe falcate. Il Bambino, in piedi sul ginocchio sinistro della Vergine, è in atto di abbracciare la madre.

Collocazione attuale: Museo d'arte sacra della Marsica - Castello Piccolomini di Celano (AQ).

Bibliografia

A. LEOSINI, Monumenti storici artistici della città dell'Aquila e suoi contorni, L'Aquila 1848;
DOMENICO DI S. EUSANIO, Le città di Rifugio dell’Abruzzo aquilano o sia Descrizione storica delle più venerabili chiese ed immagini di Maria Santissima esistenti nella provincia dell’Aquila città rispettabile dell’Italia centrale, con infine l’indice alfabetico di detti santuari, L’Aquila, 1861
P. PICCIRILLI, Monumenti architettonici sulmonesi descritti ed illustrati, Lanciano 1888-91
P. PICCIRILLI, Al Castello di Fagnano. Ricordi di storia e d’arte, Teramo 1908 pagg.7-8
F. VERLENGIA, Catalogo storico/Schede, 1927-33
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Antinoriana. Studi per il bicentenario della morte di A. L. Antinori, L’Aquila 1978-79, II, pagg.235, 461-462
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Custode dell’immagine, a cura di J. Lorenzelli, P. Lorenzelli e A. Veca, Bergamo 1987, pagg.189-197
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G. BOFFI- P. DE FELICE Scheda in “Terra madre Abruzzo”. pag.19,2009
L. ARBACE(a cura di), La sapienza risplende. Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento, Allemandi editore, Torino, 2011, pag. 114

 

Commenti

Il Leosini (1848) nel menzionare quest'opera, la ricorda come immagine miracolosa, prodigiosamente giunta, da Picenze, nella Chiesa aquilana della Madonna del Carmine. Il Moretti, (1968, 1971) la considera di ispirazione toscana, della prima metà del XV secolo e, riferendola in particolare all'area senese la fa derivare dalla Madonna del melograno di Jacopo della Quercia (1408, Museo del Duomo di Ferrara); stilisticamente la accosta alla Madonna della collezione Bellini a Firenze e, per motivi iconografici, alla Madonna della Chiesa di S. Agostino a Siena. Secondo il Carli (1998) questa scultura si ispira sicuramente alla Madonna del Magnificat attribuita a Giovanni di Turino (1420 circa) nella Chiesa senese di S. Agostino anche se ne semplifica il plasticismo e ne trasforma "la regalità adolescenziale in un pensoso e materno rapporto con il Bambino". L'autore è quasi certamente abruzzese per il trattamento sommario dei panneggi specialmente dalle ginocchia in giù, è possibile inoltre trovare delle rispondenze nei motivi ornamentali della veste che hanno la stessa "grafia" di quelli della Madonna (trafugata nel 1976) della Chiesa parrocchiale di Cerqueto presso Fano Adriano.