Cristo e l'adultera

Cristo e l'adultera
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Collezione
Cappelli
Materia e tecnica
Olio su tela
Autore
Preti Mattia
Datazione
Sec. XVII
Provenienza
San Demetrio ne' Vestini (AQ) - Palazzo Dragonetti Cappelli
Dimensioni
h. 128 cm, largh. 95 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

La tela raffigura in primo piano l'adultera con il capo reclinato in avanti e sulla sinistra Cristo avvolto in un mantello. Assistono alla scena quattro uomini di cui si intravedono solo le teste.

Bibliografia

E. CARLI,  Segnalazioni di pittura napoletana, in "L'Arte", 41, 1938, pagg. 271-272.

E. CARLI, Una scheda per Mattia Preti, in "Le Arti" 3/1, 1940, pag. 43, n. 3

S. ORTOLANI, C. LORENZETTI, M. BIANCALE (catalogo della mostra a cura di), Mostra della pittura napoletana dei secoli XVII-XVIII-XIX, Napoli 1938, pag. 88

E. CARLI, Segnalazioni di pittura napoletana, in "L'Arte" 41, 1938, pagg.255 - 256

J. T. SPIKE, Mattia Preti. Catalogo ragionato dei dipinti , con la collaborazione di M.K. Spike, Firenze 1999, n. 57, 58

COSTANTINI in Mattia Preti. Il Cavalier Calabrese, catalogo della mostra( Catanzaro 7 luglio – 31 ottobre 1999), a cura di R. Rinaldi, M. Minozzi, M. Pomponi, Napoli 1999, cat.47

R. LATTUADA, Scheda in Mattia Preti. Faith and humanity, catalogo della mostra ( La Valletta 3 maggio 7 luglio 2013) a cura di S. De Bono, G.Valentino Midsea Book, La Valletta, maggio 2013, pagg.107 – 108

L. ARBACE (booklet a cura di), Oltre Caravaggio. Pittura del seicento in Abruzzo tra Roma e Napoli, 2013, pag. 23

S. DE BONO, Scheda in Oltre Caravaggio. Pittura del Seicento in Abruzzo tra Roma e Napoli, catalogo della mostra a cura di L. Arbace, Napoli, Dicembre 2014, pagg. 116-121.

 

Commenti

L'opera, attribuita a Mattia Preti nel 1938 dal Carli, si può riferire alla tarda attività dell'artista per i toni sfumati, il chiaroscuro attenuato e l'uso smorzato della luce. Secondo Gerardo Casale (autore della scheda di catalogo) la tela è di qualità migliore del suo pendant "Cristo della moneta", ma rivela anch'essa dei limiti che - secondo il parere dello studioso - impediscono l'attribuzione al Preti. Si tratterebbe pertanto dell'opera di un artista, forse napoletano, assai vicino al Preti da cui deriva sia i tipi fisionomici sia l'addolcimento dell'atmosfera cromatica tipica della tarda produzione del Preti. La differenza sostanziale è ravvisabile nella qualità: il volto dell'adulta, così come quello del Cristo, sono di tipo 'pretiano', ma la fisionomia non è caratterizzata come in Preti. Migliori sono invece le figure degli uomini barbuti sul fondo.