Il trionfo di Carlo di Borbone

Il trionfo di Carlo di Borbone
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Collezione
Cappelli
Materia e tecnica
Olio su tela
Autore
Solimena Francesco
Datazione
Sec. XVIII (prima metà)
Provenienza
San Demetrio ne' Vestini (AQ) - Palazzo Dragonetti Cappelli
Dimensioni
h. 122 cm, largh 148 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Al centro del dipinto, su uno sfondo scuro, il re Carlo III in abiti guerrieri e con manto dal mosso panneggio, è raffigurato trionfante, a cavallo. In alto, S. Gennaro solleva la mano sinistra in atto benedicente, circondato da nubi, cherubini ed angeli, uno dei quali sostiene il pastorale. In basso a sinistra sono delle raffigurazioni allegoriche delle virtù di Carlo III. Sullo sfondo, a destra un gruppo di guerrieri a cavallo, a sinistra lo scorcio della città di Gaeta.

Bibliografia

E. Carli, "Segnalazioni di pittura napoletana", in "L'Arte" 41,3 (1938), p. 278-279.

"La mostra della pittura napoletana dei secoli XVII-XVIII-XIX", Napoli 1938, p. 328.

F.Bologna, "Francesco SOlimena", Napoli 1958, pp. 286-287.

"Civiltà del '700 a Napoli. 1734-1799, catalogo della mostra" I, Napoli 1979, p. 180.

Commenti

Il dipinto è stato esposto con l'attribuzione al Solimena alla mostra napoletana del 1938. Riferito da Carli a Francesco De Mura (1938), Bologna lo ha restituito a Francesco Solimena e lo ha collegato ad un dipinto perduto, citato da un documento del 1737 nel Palazzo Reale di Napoli raffigurante il Trionfo di Carlo III di Borbone sullo sfondo della veduta di Gaeta e ad una tela conservata nel Palazzo Reale di Caserta raffigurante il sovrano a cavallo. Lo Spinosa ha identificato il dipinto con una delle due repliche in dimensioni ridotte del quadro con il Trionfo di Carlo III di Borbone citato in una lettera di Francesco Solimena a Filippo Juvara del 24 settembre 1735. Tutti questi dipinti furono consegnato al sovrano molto più tardi (1737).