Madonna in trono (in origine con il Bambino)

Madonna di Castelvecchio
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Scultura
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Legno intagliato e dipinto
Datazione
Sec. XV (prima metà)
Provenienza
Castelvecchio Subequo (AQ) - Chiesa di San Francesco  - Visualizza sito
Dimensioni
h. 125 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

La statua, cava posteriormente, raffigura la Madonna seduta in posizione frontale. Dell'originale cromia non restano che poche tracce, che si possono intravedere nei risvolti verdi del mantello che dal capo scende, fermato sul petto, fino alle ginocchia formando numerose pieghe. Al di sotto una veste azzurra, come si desume dalle piccole parti di colore,che ancora si conservano.La statua è priva del Bambino.

Collocazione attuale: Museo d’arte Sacra della Marsica, Celano (AQ) -  Castello Piccolomini
Restauro: programmazione triennale fondi MIBAC 2008-2010- Ditta Praxis- Roma

Bibliografia

C. GRADARA, Sculture in legno in Abruzzo, in "Rassegna d'arte antica e moderna" VIII, 1921;
G. MATTHIAE, Il Castello dell'Aquila ed il Museo Nazionale Abruzzese, Roma 1959;
M. MORETTI, Il Museo Nazionale d'Abruzzo nel Castello Cinquecentesco dell'Aquila, L'Aquila 1968;
M. MORETTI, Guida al Castello Cinquecentesco e al Museo Nazionale d'Abruzzo in L'Aquila, L'Aquila 1971;
O. LEHMANN-BROCKHAUS, Abruzzen und Molise, Munchen 1983;
Soprintendenza B.A.A.A.S. per l'Abruzzo, Tutela dei Beni Culturali, L'Aquila 1983.
C. TROPEA, Guida alla visita dei Musei statali d’Abruzzo, Edigrafital, 2000, pag.56

Commenti

Ritenuta dal Gradara (1921) opera derivante dalla Madonna di Fagnano Alto, questa scultura venne riportata nell'Inventario (1934) e riferita ad un artista abruzzese della fine del XV sec. Il Matthiae (1959) nell'esaminarla vi ha ravvisato influenze senesi, mentre il Moretti (1968,1971) sulla base della scheda inventariale redatta dal Bologna, la avvicina alla Madonna del Parto, conservata nel Museo e la data entro la prima metà del XV sec. Il Lehmann Brockhaus (1983) e la Tamanti (1983) hanno confermato questo riferimento.