Madonna in trono (in origine con il Bambino)

Madonna in trono (in origine con Bambino)
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Tempera su tavola
Autore
Delitio Andrea
Datazione
Sec. XV
Provenienza
Paganica (AQ) - Santuario della Madonna d'Appari  - Visualizza sito
Dimensioni
h. 110 cm, largh. 28 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Nella parte superstite di questa tavola, semidistrutta da un incendio, è raffigurata la Vergine con veste rossa a finimenti dorati con il capo velato e coperto da un manto blu punteggiato di fogliette d'oro stampato. La figura si staglia contro quello che doveva essere il dossale di un  trono, le cui decorazioni a rondelle appaiono finemente lumeggiate. Il braccio sinistro della Vergine, visibile fino al polso, doveva sorreggere il Bambino seduto sul suo grembo.

Bibliografia

M. MORETTI, Il Museo Nazionale d'Abruzzo, L'Aquila 1968;
R. CANNATA', Un'opera inedita di Andrea Delitio all'Aquila, in "Storia dell'arte", 1979;
F. BOLOGNA, La Madonna di "Cese" e il problema degli esordi di Andrea Delitio, in "Architettura e arte nella Marsica", II, L'Aquila 1987;
F. BOLOGNA, Andrea Delitio ad Atri e dintorni. Gli affreschi della tribuna della Cattedrale, in D.A.T. V, Dalla valle del Piomba alla valle del basso Pescara, Carsa Edizioni 2001;
G.B. BENEDICENTI e L. LORENZI, Andrea Delitio. Catalogo delle opere, Firenze 2001.

Commenti

La tavola fu identificata come opera del Delitio da F. Bologna negli anni immediatamente successivi al 1950. Il Moretti, nel catalogo del Museo Nazionale d'Abruzzo del 1968, confermava tale attribuzione rilevando palesi punti di contatto con la Madonna del trittico della Galleria Walters di Baltimora (USA), assegnata dal Longhi ad Andrea Delitio. In seguito il Cannatà (1979) riferì invece quest'opera ad un ignoto pittore abruzzese vicino ai modi del Delitio. Il Bologna  ha riconfermato l'attribuzione al Delitio (1987; 2001), sottolineando come il maestro, a questo punto della produzione, aveva assimilato "la lezione fiorentina di Domenico Veneziano, e si era avviato alla svolta, conclusiva anche per le cerchie toscane, delle regolate modalità pierfrancescane".