L'Annunciazione

Annunciazione
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Dipinto ad olio su tela
Datazione
1612
Provenienza
L'Aquila - Chiesa di San Domenico
Dimensioni
h. 285 cm, largh. 170 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Nella parte alta, su uno sfondo di nuvole dorate, l'Eterno benedicente, raffigurato di scorcio e avvolto in un drappo rosso scuro, tiene una mano sul globo terrestre sormontato da una croce ed è affiancato da due angeli con le ali spiegate. Al centro della composizione la colomba dello Spirito Santo sovrasta una gloria in mezzo alla quale è il monogramma di Cristo sormontato da una croce in cui sono piantati tre chiodi. Sotto l'emblema vi è un cartiglio. In basso la Vergine e un angelo ai lati di un inginocchiatoio, sul quale è posto un libro aperto. Secondo gli studiosi quest'opera è la replica di un'Annunciazione conservato nel Museo di Capodimonte.

Iscrizioni. Nella gloria al centro: "IHS". Sul cartiglio si legge, in caratteri scritti all'inverso: "Vocabus nomen eius Iesum". Sul gradino in basso: "Aloysius Finsonius Belga Brugensis / fecit 1612".

Collocazione attuale: Abbazia di Santo Spirito al Morrone - Sulmona

Bibliografia

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Commenti

Proveniente dalla chiesa di San Domenico, dove è ricordato dalle guide ottocentesche, quando San Domenico fu chiuso al culto questo dipinto fu temporaneamente trasferito nella chiesa di San Pietro di Sassa per poi tornare nella chiesa di appartenenza, prima di entrare nel Museo Diocesano e poi nel Museo Nazionale d'Abruzzo. Il Leosini (1848) considerò questa Annunciazione una replica di quella conservata nel Museo di Capodimonte che ha la medesima iscrizione riportante il nome dell'autore e la data. Gli autori delle guide aquilane e il Moretti (1968, p. 158), basandosi sull'iscrizione, ascrivono il dipinto al pittore fiammingo Louis Finson che ebbe contatti probabilmente con Caravaggio durante il soggiorno a Roma e a Napoli nel primo decennio del Seicento. Un esame critico delle varie versioni di quest'opera del Finson è stato fatto dal Bodart (1970, pp. 76-85). Lo studioso ritiene l'"Annunciazione" di Capodimonte (in cui rileva i rapporti con Caravaggio e reminiscenze del manierismo fuammingo) l'archetipo da cui furono derivate le versioni di Arles, di Avignone, di Madrid e dell'Aquila. La versione aquilana differisce da quella napoletana per la presenza di due angeli in alto, anziché tre, la posizione dell'Eterno, l'aggiunta al centro della gloria e del cartiglio, l'inversione della posizione dell'angelo e della Vergine e diversi particolari nell'abbigliamento e nell'aspetto di queste figure. Secondo Bodart l'aggiunta della gloria con il monogramma di Cristo e del cartiglio indica che la prima destinazione del dipinto doveva essere una chiesa della Compagnia di Gesù; inoltre l'emblema e l'iscrizione sono caratteristici della primitiva iconografia della Compagnia, prima della canonizzazione di Sant'Ignazio e San Francesco Saverio nel 1622. Il Bodart ritiene che non si tratti di un'opera autografa di Finson, data la grande secchezza, ma di un'interpretazione di poco posteriore alla sua partenza dall'Italia (1613). Più accettabile è l'ipotesi che sia invece una replica autografa la cui inferiorità qualitativa rispetto alla tela di Napoli è motivata sia dalla destinazione periferica sia dal fatto che è una replica con probabili interventi di bottega.