Padre domenicano con il Crocefisso e 'Memento mori'

Beato Bernardo Tolomei
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Olio su tela
Autore
Brandi Giacinto (Poli 1621 - Roma 1691)
Datazione
Sec. XVII
Provenienza
L'Aquila, Convento dei Domenicani
Dimensioni
h. 125 cm, largh. 89 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Il Beato Bernardino Tolomei è raffigurato a mezza figura, con un saio bianco, entro una grotta mentre medita su un crocifisso che tiene nella mano destra; su un tavolo, accanto a lui, sono posati un libro e un teschio. Lo sfondo è azzurro.

Collocazione attuale: Abbazia di Santo Spirito al Morrone - Sulmona, dal 30 luglio al 30 settembre 2013

Bibliografia

A. LEOSINI, Monumenti storici artistici della città di Aquila e suoi contorni, L'Aquila 1848, p. 33.

T. BONANNI, La guida storica della città dell'Aquila e dei suoi contorni, L'Aquila 1874, pag. 57.

O. BONAFEDE, Guida della città dell'Aquila, L'Aquila 1888, pag. 150.

V. BINDI, Monumenti storici ed artistici degli Abruzzi, Napoli 1889, pag. 127.

M. MORETTI, Museo Nazionale d'Abruzzo nel Castello Cinquecentesco dell'Aquila, L'Aquila 1968, pag. 189.

A. PAMPALONE, Per Giacinto Brandi, in "Bollettino d'Arte" 1973, LVIII, pag. 140.

L. ARBACE (booklet a cura di), Oltre Caravaggio. Pittura del seicento in Abruzzo tra Roma e Napoli, 2013, pag. 38, cat. 8.

M. P. DETTORI, Scheda in Oltre Caravaggio. Pittura del Seicento in Abruzzo tra Roma e Napoli, catalogo della mostra a cura di L. Arbace, Napoli, Dicembre 2014, pagg. 130 -132

 

Commenti

Collocato originariamente nella chiesa di Santa Maria del Soccorso presso L'Aquila (Bindi 1888, p. 827), le guide aquilane dell'Ottocento, il Leosini (1848, p. 33) e la Oddo Bonafede (1888, p. 150) lo ricordano nella Chiesa di San Benedetto. In tutti i testi citati il dipinto è attribuito al Brandi. Questa attribuzione è stata ripresa da Moretti (1968, p. 189) e dalla Pampalone (1973, p. 140). Quest'ultima lo accosta ad un soggetto simile esistente nella chiesa di Sant'Angelo Magno ad Ascoli Piceno, dove il Beato fondatore degli Olivetani è raffigurato a figura intera e collocato in un ampio anfratto roccioso con ciuffi di vegetazione e a terra la mitra e il pastorale, a differenza del dipinto dell'Aquila in cui il santo è a mezza figura e inserito in uno spazio meno ampio e meno caratterizzato. Il carattere meno vigoroso dell'opera aquilana fa pensare che si tratti di una replica eseguita dallo stesso Brandi, più tardi per i padri olivetani del Soccorso, se non una replica di bottega, ipotesi quest'ultima resa plausibile dal fatto che è documentata l'attività di pittori che eseguivano copie da originali del Brandi per committenti esteri.