Madonna in trono con il Bambino

Madonna in trono con il Bambino
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Scultura
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Legno intagliato e dipinto in policromia
Datazione
Sec. XIII (fine)
Provenienza
Barisciano (AQ), loc. Villa di Mezzo - Chiesa di Santa Maria ab Extra  - Visualizza sito
Dimensioni
135 x 52 x 33
Diritti oggetto digitale
Soprintendenza PSAE - AQ

Descrizione breve

La Madonna siede su un basso trono in posizione frontale. Sul capo ha un velo bianco, coperto dal manto dorato con risvolti azzurri che, aperto sulla veste rossa dai bordi dorati, le scende sulle ginocchia con pieghe poco profonde. Il Bambino benedicente è raffifurato in piedi sul ginocchio sinistro della Vergine con veste azzurra e manto dorato.

Collocazione attuale: Museo d'arte sacra della Marsica - Castello Piccolomini di Celano (AQ).

Bibliografia

M. R. GABBRIELLI, Inventario degli oggetti d'arte d'Italia, IV, Prov. di Aquila, Roma 1934;
M. MORETTI, Museo Nazionale d'Abruzzo nel castello cinquecentesco dell'Aquila, L'Aquila 1968;
M. MORETTI, Guida al Castello cinquecentesco e al Museo Nazionale d'Abruzzo in L'Aquila, L'Aquila 1971;
O. LEHMANN-BROCKHAUS, Abruzzen und Molise, Munchen 1983.
E. CARLI, Arte in Abruzzo, Venezia 1988.
C. TROPEA, Sculture lignee in Abruzzo, in AA.VV. Abruzzo - Giubileo tra fede ed arte; Lanciano 1999, pag.122
C. TROPEA,Guida alla visita dei Musei statali d’Abruzzo, S. Atto(TE), 2000, pag.42 L. ARBACE, Antiche Madonne d’Abruzzo. Dipinti e sculture lignee medievali dal Castello dell’Aquila, Allemandi editore, Torino 2010, pagg. 83-86
L. ARBACE, La sapienza risplende. Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento, Allemandi editore, Torino, 2011, pagg.83-86
A.TACCONE,  Scheda “Madonna in trono con il Bambino” in  Passato –Presente Dialoghi d’Abruzzo, catalogo della mostra, Genazzano(RM) 10 Aprile- 3 luglio2011 acura di A.Imponente, Palombi, 2011, pagg.78-79

 

 

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Nell'opera si coglie una decisiva fase di trapasso del processo di rinnovamento stilistico indotto grazie alla emancipazione dagli stereotipi invalsi in gran parte delle produzioni tradizionali a carattere prevalentemente seriale e dominati dalla rigidità e fissità delle forme e dalla rusticità dell'intaglio. Le forme allungate del busto e del volto, l'imponenza dell'impianto compositivo, assumono il significato dell'affiorare di una sensibilità proto-gotica.