Natività della Vergine

Nativit? della Vergine
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Tempera su tavola
Autore
Francesco da Montereale (documentato dal 1505 al 1549)
Datazione
Sec. XVI (prima metà)
Provenienza
L'Aquila - Chiesa di Santa Maria della Misericordia
Dimensioni
h. 274 cm, largh. 172,4 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Il dipinto descrive l'episodio della natività della Vergine scandendolo in tre momenti: tre momenti ha come tema principale la natività della Vergine, ed episodi secondari quali il bagno della neonata e la presentazione della Vergine a Gioacchino; in alto angeli musicanti. Presenta al centro Sant'Anna, sdraiata sul letto, mentre due ancelle le porgono un calice e un piatto contenente riso e latte, cibo che veniva offerto tradizionalmente alle puerpere. In basso a destra , la neonata viene presentata a Gioacchino sotto lo sguardo amorevole di Sant'Anna. A sinistra, altre ancelle sono variamente e tranquillamente indaffarate, ed una di esse è intenta a versare acqua sulle mani dekka levatrice. Nella parte alta della tavola è un coro di angeli che suonano e cospargono di fiori il letto di Sant'Anna. Il pittore è incline alla narrazione e si sofferma sulla descrizione attenta dei particolari, incentrando la sua attenzione sui volti caratterizzati dai tratti tipici della gente del luogo e sui gesti dei personaggi. L'atmosfera generale della scena è di tranquillità e di gioiosa serenità.

Collocazione attuale
: Mostra “ Dopo i restauri. Capolavori d’arte tra medioevo e rinascimento”  dal 25/07 al  30 /11/ 2013; Museo d’Arte Sacra della Marsica - Castello Piccolomini – Celano(AQ)

Restauro: programmazione ordinaria  M.I.B.A.C. anno 2010 - ditta Carnicelli - L’Aquila

Bibliografia

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Commenti

L'attribuzione della tavola a Francesco da Montereale risale al Leosini (1848, pp. 100-101), seguito dal Manieri (1913, pp. 7-8) e dalla Gabrielli (1934, p. 46), dubitativamente accettata dal Matthiae (1959, p. 22), che riteneva ancora incerto il profilo del pittore; è stata confermata definitivamente dal Moretti (1968, p. 104) e dal Cannatà (1981, pp. 55-72). Quest'ultimo, sulla base della notizia, riportata dal Matthiae che la tavola proverrebbe dalla chiesa di Santa Maria della Misericordia, fissa la datazione non prima del 1531, anno in cui venne ultimata la costruzione della chiesa. Nel dipinto motivi riferibili alla tradizione pittorica quattrocentesca sono affiancati da elementi stilistici del pieno cinquecento, quali cangiantismi e cromia delle vesti, confermandone l'appartenenza all'ultimo periodo dell'attività del pittore (seconda metà del XVI secolo).