Santa Balbina

Santa Balbina
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Scultura
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Legno intagliato e dipinto
Datazione
Sec. XIV (prima meta')
Provenienza
San Vittorino (AQ) - Chiesa di San Michele Arcangelo  - Visualizza sito
Dimensioni
h. 140 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Il corpo della Santa, raffigurata in piedi, presenta una lieve torsione del busto così da formare quasi un arco accentuato dalla gamba piegata al ginocchio. Purtroppo è andata perduta quasi per intero l’originaria policromia di cui sono visibili solo lievi tracce di doratura sui capelli e sul mantello.

Collocazione attuale: in esposizione presso Museo della Marsica - Castello Piccolomini - Celano(AQ)

Bibliografia

A. VENTURI, La mostra d'arte antica abruzzese, in L'Arte,  1905, fasc. IV, pag. 296

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V. BALZANO, L'arte abruzzese, Bergamo 1910, pag. 36

V. MARIANI, Sculture lignee in Abruzzo, Bergamo 1930

I. C. GAVINI, Sommario della storia della scultura in Abruzzo, Casalbordino 1932, pag. 15

E. CARLI, Per la scultura del Trecento in Abruzzo, in L'Arte, III, 1941, pag. 439 nota
Catalogo della mostra: Sculture lignee nella Campania, a cura di F. Bologna e R. Causa, Napoli 1950

G. MATTHIAE, Il Castello dell'Aquila e il Museo Nazionale Abruzzese, Roma 1959, pag. 13

E. CARLI, La scultura lignea italiana, Milano 1960, pag. 46

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O. LEHMANN-BROCKHAUS, Abruzzen und Molise, Munchen 1983

E. CARLI, Arte in Abruzzo, Venezia, 1998, pagg. 68, 70

C. TROPEA, Sculture lignee in Abruzzo, in Abruzzo - Giubileo tra fede ed arte,  Lanciano 1999, pag.123

C. TROPEA, Guida alla visita dei Musei statali d’Abruzzo, S. Atto(TE), 2000, pag. 50

G. CURZI, Statue da palcoscenico. La Madonna della Natività di Assergi, in L’Abruzzo in età angioina. Arte di frontiera tra Medioevo e Rinascimento, Atti del Convegno internazionale di studi, Chieti2004 a cura di D. Benati e A. Tomei Silvana editoriale, 2005, pag. 126

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Archivio Storico Soprintendenza B. S. A. E., scheda OA, s.d.

Commenti

La raffinatezza del modellato, l’eleganza della linea falcata, la purezza del volto allungato, fanno dell’opera un chiaro esempio dell’arte gotica. Per la figura esile e slanciata ed il volto malinconico, si può avvicinare ai modi della Madonna del Museo dell’Opera del Duomo di Orvieto, da cui derivano riflessi oltremontani tipici delle "Saulenfiguren"delle Cattedrali nordiche, senza però escludere un’eco delle Virtù cariatidi delle tombe del periodo napoletano di Tino di Camaino scultore senese operante nei primi decenni del '300, discepolo di Giovanni Pisano.