Transito di San Giuseppe

Transito di S. Giuseppe
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Olio su tela
Datazione
Sec. XVIII (metà)
Provenienza
L'Aquila - Convento di San Bernardino
Dimensioni
h. 247 cm, largh. 172 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

San Giuseppe morente, disteso su di un letto e avvolto in una coperta gialla, è assistito sa Gesù, seduto sulla sinistra con una veste rossa e un manto azzurro, e dalla vergine, in piedi sulla destra, vestita di grigio e di azzurro. Sullo sfondo una tenda verde e, in alto, tre cherubini.

Collocazione attuale: Museo d’arte Sacra della Marsica, Celano (AQ) -  Castello Piccolomini
Restauro: Istituto Superiore perla Conservazionee il Restauro, anno 2010 -  finanziamento Fondazione Paola Droghetti onlus

Bibliografia

Inventario manoscritto del Museo Diocesano, n. 178
E. MALE, L’art religieux de la fin du XVII° siècle et du XVIII siècle, Paris, 1951, pagg.313 – 325
M. MORETTI, Museo Nazionale d'Abruzzo nel castello cinquecentesco, L'Aquila 1968, pag. 183
J. GARMS, Il “Transito di San Giuseppe”:considerazioni su modelli e sviluppi di un’iconografia ai tempi di Clemente XI, Bollettino d’arte, 2002, fasc.122, pagg.49 – 54
M. L. S. SPAMPINATO ( a cura di), Il transito di S. Giuseppe. Museo Nazionale d’Abruzzo. Un esempio di intervento su un’opera colpita dal sisma, Collana dedicata alla cultura della conservazione d’arte, n. 7, Gangemi editore, 2010

Commenti

Il dipinto è stato attribuito dal Moretti (1968) a Marcantonio Franceschini. La critica recente ha ricondotto l'opera all'ambiente romano degli anni 1740-1750 per una certa resa realistica che è nobilitata da un disegno accademico ed un gusto per la ripresa dei moduli pittorici precedenti. Alcuni elementi compositivi richiamano le varie versioni di questo soggetto del Trecisani, mentre il modo di realizzare le pieghe è vicino al Creti. Restaurata a cura della Soprintendenza nel 1967.