Croce processionale

Croce in argento cesellato, sec. XVI (fine)
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Corredo liturgico
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Oreficeria e tessuti
Materia e tecnica
Legno rivestito da lamine d'argento sbalzato e cesellato
Autore
Rosecci Giovanni
Datazione
Sec. XVI (fine)
Provenienza
L'Aquila - Chiesa di Santa Maria Paganica
Dimensioni
h. 61 cm, largh. 53 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

La croce è stata realizzata in argento e argento dorato, lavorato a sbalzo, cesello e traforo. Nel recto, all'incrocio dei bracci, si trova il Crocifisso e nelle formelle quadrilobe dei bracci sono presenti: in alto il pellicano con i pulcini, a destra la Vergine Addolorata, a sinistra San Giovanni ed in basso la Maddalena. Nel verso è presente al centro la Vergine Assunta che ha per base una testina alata, e nei quadrilobi gli Evangelisti a figura intera, contraddistinti dai propri simboli. Il perimetro è decorato con piccole sferule lavorate a traforo e piccole pigne sbalzate. La decorazione di fondo è caratterizzata da un motivo minuzioso di foglie e fiori disposto sulle lamine dei bracci, quasi ad imitare i preziosi tessuti cinquecenteschi, e da un ornato a treccia costituito da elementi vegetali e fiori, presente sulle lamine laterali.

L'opera è attualmente presso il Castello Piccolomini di Celano (AQ).

Bibliografia

 

P. PICCIRILLI, Oreficeria medioevale abruzzese, in “L'Arte” VII, 1904, pag.70

M.R. GABBRIELLI, Inventario degli oggetti d'arte d'Italia, IV, Provincia di Aquila, Roma 1934, pag. 33

U.THIEME, F.BECKER, Kunstler Lexicon, XXIX, Lipsia, 1935, pag.8

M. MORETTI, Il Museo Nazionale d'Abruzzo nel Castello Cinquecentesco dell'Aquila, L'Aquila 1968, pag.114

E.MATTIOCCO, Orafi e argentieri in Abruzzo: dal XIII al XVIII secolo, Lanciano 2004, pag. 207

L. ARBACE, La bellezza inquieta. Arte in Abruzzo al tempo di Margherita d'Austria, Allemandi editore, 2013, pagg.68 - 69

 

Commenti

La croce analizzata è stata attribuita dalla critica all'artista cinquecentesco Giovanni Rosecci, riconoscendola però più tarda rispetto a quella, datata 1575, realizzata per la Basilica di San Bernardino. L'impostazione delle due croci risulta infatti molto simile, e notevoli somiglianze sono ravvisabili nelle plastiche figure aggettanti delle formelle terminali. La croce fu visionata nel 1917 da Pietro Piccirilli che la trovò in frammenti, a seguito di un furto eseguito nella Chiesa di Santa Maria Paganica, dove l'oggetto era custodito.