Trittico di Beffi

Trittico di Beffi
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Tempera su tavola
Autore
Maestro del Trittico di Beffi, detto anche Maestro delle Storie di San Silvestro
Datazione
Sec. XIV (fine) - Sec. XV (inizi)
Provenienza
Tione degli Abruzzi (AQ) - Chiesa di Santa Maria del Ponte  - Visualizza sito
Dimensioni
h. 123 cm, largh. 185 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Nel pannello centrale, cuspidato, è raffigurata la Vergine in trono con il Bambino ritratto mentre gioca amabilmente con il velo trasparente che scende dalla testa della Madre. Nel dipinto traspare una sottile grazia unita ad una viva attenzione per gli elementi realistici. A sinistra, partendo dall’alto, sono rappresentate: L’annuncio ai pastori, La Natività e Il bagno del Bambino con la figura inginocchiata del committente; a destra, partendo dal basso: La Morte della Vergine con in basso a destra il sommo sacerdote ebraico Anania, che avendo cercato di rovesciare la bara della Vergine, rimase con le mani storte e paralizzate, L’Ascensione dell’anima di Maria in cielo e L’Incoronazione.

Collocazione attuale: in esposizione presso salone Banca d’Italia, Corso Federico II, L’Aquila

Bibliografia

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Commenti

Il dipinto comunemente noto come Trittico di Beffi dal nome della vicina località, è stato attribuito ad un seguace di Taddeo di Bartolo (Siena 1362/63-1422) insigne esponente della pittura senese sullo scorcio del ’300, che predilige una plasticità ed un cromatismo vicino al gusto della pittura tardogotica transalpina ed identificabile con il Maestro degli affreschi della Chiesa di S. Silvestro a L’Aquila. Della stessa cerchia fecero parte Andrea Delitio, il Maestro della Cappella Caldora e Giovanni da Sulmona.