Santa Coronata

Santa coronata
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Scultura
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Legno intagliato
Datazione
Sec. XIV
Provenienza
L'Aquila - Cattedrale di San Massimo  - Visualizza sito
Dimensioni
h. 220 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Questa scultura lignea, cava posteriormente, rappresenta una figura femminile, dai lunghi capelli, avvolta nel manto che forma ampie pieghe curvilinee.

Collocazione attuale: Museo d’arte Sacra della Marsica – Celano (AQ) Castello Piccolomini
Restauro: anno 2011, finanziamento ordinario MIBAC – ribassi d’asta anno 2003 - ditta E. Sonnino

Bibliografia

V. MARIANI, Sculture lignee in Abruzzo, Bergamo 1930;
E. CARLI, Per la scultura lignea del Trecento in Abruzzo, in "Le arti", III, 1941;
E. CARLI, La scultura lignea italiana, Milano 1960;
M. MORETTI, Museo Nazionale d'Abruzzo nel Castello cinquecentesco dell'Aquila, L'Aquila 1968;
M. MORETTI, Guida al Castello cinquecentesco e al Museo Nazionale d'Abruzzo in L'Aquila, L'Aquila 1971;
E.CARLI, L'arte in Abruzzo, Venezia, 1998.
C. TROPEA, Sculture lignee in Abruzzo in Abruzzo. Giubileo tra fede ed arte, Lanciano 1999, pagg.121-149
P. L. DE CASTRIS, Le origini, dal XII al XIV sec., in Scultura lignea in Basilicata, catalogo della mostra, a cura di P.Venturoli, Matera, 2004, pagg. 3-26
A. TOMEI, Sculture lignee in Abruzzo. Linee di ricerca e qualche novità, in L’arte del legno in Italia: esperienze e indagini a confronto, a cura di G.B. Fidanza, “Atti del convegno di studi, Pergola 9-12 maggio2002”, Perugia, 2005, pagg.185-192
G. CURZI, Intagliatori e scultori del legno in età normanno sveva, 2010, pagg.15-21

Commenti

La statua fu utilizzata come coronamento del campanile della Cattedrale dell’Aquila ed a causa delle avverse condizioni climatiche si deteriorò nel corso degli anni, fino ad assumere l’aspetto odierno, così particolare e suggestivo. Nonostante la condizione di estremo degrado è tuttavia possibile notare l’estrema raffinatezza dell’impostazione che la avvicina alla corrente francesizzante di provenienza orvietana, riscontrabile nella S. Balbina.