Reliquiario a cofanetto

Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Corredo liturgico
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Oreficeria e tessuti
Materia e tecnica
Argento, bronzo dorato, smalti, cristallo di rocca
Autore
Giovanni Angelo da Civita di Penne
Datazione
Sec. XIV (fine)
Provenienza
Penne (PE) - Cattedrale
Dimensioni
30 x 15

Descrizione breve

Il reliquiario appartiene alla tipologia a cofanetto, con pianta esagonale e copertura piramidale conclusa da una piccola sfera in cristallo di rocca. Sulle sei facce, decorate con volute vegetali, sono presenti la figura di Cristo in trono, benedicente tra due angeli, e figure di santi, ognuna delle quali con il proprio nome in lettere gotiche sotto la base: San Giovanni Evangelista, San Marco, Sant’Anastasio Vescovo, San Luca Evangelista e San Massimo. Sotto la figura del Cristo, in caratteri gotici, è presente la scritta: JOH(ANN)ES ANGELI FECI D C P’, in cui le ultime lettere sono state interpretate “de civita Pinnae”. Il piccolo nodo presenta invece la scritta AVE MARIA G(RATIA). Sul coperchio, nelle partiture, smalti policromi rappresentano, sotto architetture gotiche, Santa Maria Egiziaca, Santa Caterina d’Alessandria, la scena dell’Annunciazione e due Sante difficilmente identificabili; sulla fascia di rifinitura del coperchio corrono ornati a cesello e pietre dure.

Collocazione attuale: Museo d'arte Sacra della Marsica - Castello Piccolomini - Celano (AQ)

Bibliografia

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Commenti

L’opera, di raffinata qualità esecutiva, presenta elementi stilistici che richiamano modelli oltramontani. La datazione proposta dal Bindi e altri alla fine del Trecento o in un periodo a cavallo tra i due secoli sembra la più credibile (BINDI 1889, PACE 1973, LORENZI 2003), improbabile risulta invece una collocazione cronologica al primo quarto del XIV secolo come sostenuto dal Moretti (MORETTI 1968). Secondo il (BALZANO 1910) e il (LORENZI 2003), a Giovanni di Angelo si potrebbe attribuire anche la croce reliquiario in cristallo e smalti a pianta triangolare, conservata nel Museo Diocesano di Penne, e realizzata su modelli veneziani in un periodo di poco successivo al cofanetto analizzato nella scheda, probabilmente dopo l’incontro con gli abili smaltisti sulmonesi. Il reliquiario, appartenente alla Cattedrale di Penne, sarebbe stato donato, secondo il (BINDI 1889), dalla nobile famiglia Castiglione insieme ad un calice e alla croce reliquiario su menzionata. Secondo quanto riportano le fonti storiche locali, il cofanetto sarebbe servito per riporre la reliquia delle brache di San Sebastiano (GRECO 2003). L’uso coloristico degli smalti conferma l’attribuzione ad un artista locale vissuto tra la fine del secolo XIV e l’inizio del secolo XV.