Reliquiario architettonico

Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Corredo liturgico
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Oreficeria e tessuti
Materia e tecnica
Rame dorato e smalto
Autore
Datazione
Sec. XIV (fine) - sec. XV (primo quarto)
Provenienza
L'Aquila - Cattedrale
Dimensioni
h. 35 cm.

Descrizione breve

Su di un piede esagonale con lati falcati si imposta il fusto con doppio nodo. Sul primo si snoda un’iscrizione in smalto tra fascette rosse nella quale è scritto: FRANCIESCO: E BARTOLO: MINUCCI: DI SIENA: MI FECERO. Sul secondo sono presenti sei rosette quadrilobate sporgenti, smaltate in oro. Il ricettacolo presenta un doppio ordine di bifore cuspidate, decorate con motivi perlati e scandite da piastrini anch’essi cuspidati. Sull’apice è presente una croce gigliata. Le sei facce del coronamento cuspidato sono decorate a bulino.

 

 

Bibliografia

Inventario dattiloscritto del Museo d'Arte Sacra, n.81.

P. Piccirilli, Il Tesoro del Duomo di Aquila e due opere senesi, in <Rassegna d'Arte>, L'Aquila, giugno 1916.

M. R. Gabrielli, Inventario degli oggetti d'arte, ecc., Roma 1934, pag.9.

M. Moretti, Il Museo Nazionale d'Abruzzo nel Castello Cinquecentesco dell'Aquila, L'Aquila 1968, pag.28.

Commenti

La fattura del reliquiario denuncia la sua origine tosco-senese, alquanto consueta, come dimostrano i molti esemplari gotici in argento. Il pezzo può essere collocato cronologicamente alla prima metà del XV secolo. Nel 1916 lo studioso abruzzese Pietro Piccirilli descrisse il reliquiario riportando la scritta del nodo con un’imprecisione che si è perpetuata fino a oggi. Gli autori del reliquiario non furono infatti Francesco e Bartolomeo Nucci, come egli riferì, ma Francesco e Bartolomeo Minucci. Infatti la MON di MINUCCI, per questioni di spazio, forse mal calcolato, è stata tracciata a ridosso della C, nascondendo in parte i punti posti in fine di parola.