Calice

Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Corredo liturgico
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Oreficeria e tessuti
Materia e tecnica
Argento cesellato
Autore
Datazione
Sec. XVIII
Provenienza
L'Aquila - Cattedrale di San Massimo
Dimensioni
h.24 cm, diam.8,5 cm

Descrizione breve

Il calice fa parte di una coppia di calici, sbalzati e cesellati con parti a fusione. Il piede circolare è impostato su un basso gradino e decorato con un intreccio composto da piccole foglie e rosette. Dai motivi vegetali nascono tre putti con le braccia incrociate sul petto alternati, sul collo del piede, a spighe di grano. Il fusto è formato da un nodo piriforme e da due raccordi a vasetto, mentre sul nodo si ripetono i tre putti alati intervallati da mazzi di spighe, motivo che caratterizza anche la sottocoppa ad orlo libero.

Bibliografia

M. Moretti, Il Museo Nazionale d'Abruzzo nel Castello Cinquecentesco dell'Aquila, L'Aquila 1968, pag.116.

Commenti

I due calici, appartenenti in origine alla Cattedrale di San Massimo, ma provenienti dal Museo Diocesano dell'Aquila, ripropongono forme e decori che ebbero grande fortuna nella produzione di argenteria sacra abruzzese-napoletana dalla fine del secolo XVII fino a al secolo successivo. A questo proposito vanno ricordati sia il calice eseguito da Vincenzo Maiorino nel 1698, per la chiesa di Angri, sia quello eseguito da argentiere sconosciuto per la chiesa di Bagnoli del Trigno, ascrivibile agli anni tra il 1749 e il 1751, in cui sorprende la somiglianza tipologica con i due calici conservati nel Museo dell'Aquila.