Croce astile

Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Corredo liturgico
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Oreficeria e tessuti
Materia e tecnica
Ottone
Autore
Datazione
Sec. XIII (fine) - sec. XIV (prima metà)
Provenienza
Montazzoli (CH) - Chiesa di San Silvestro Papa
Dimensioni
h. 42 cm, largh.34 cm

Descrizione breve

Sul recto della croce è presente, al centro il Crocifisso, rappresentato asimmetricamente, con il capo nimbato e ruotato sulla spalla destra. Un lungo perizoma scende a coprire le ginocchia e i piedi, divaricati, poggiano sul suppedaneum, fissati da due chiodi distinti secondo una rappresentazione iconografica molto antica. Nei trilobi laterali, si riconoscono le figure di San Giovanni, della Vergine, di un angelo e di Adamo posto sulla raffigurazione del Monte Calvario. Sul cartiglio in alto l’iscrizione: I.R.S. e M.C.R.S. Sul verso è presente la figura centrale dell’Eterno benedicente alla maniera latina e, sulle formelle laterali, gli Evangelisti a mezzo busto con corpo umano e testa raffigurante l’animale che li simboleggia (tranne San Matteo raffigurato dall’Angelo). La decorazione è caratterizzata da dischi ornamentali e da una sola delle sferule presenti in origine lungo il perimetro della croce, posti negli interspazi tra i bracci; mentre le parti laterali presentano fregi con girali vegetali e figure animali ottenuti con stampi riproducenti decori tessili.

Bibliografia

A. Gandolfi, E. Mattiocco, Ori e argenti d'Abruzzo dal Medioevo al XX secolo, Pescara 1996.

E. Mattiocco, Orafi e Argentieri d'Abruzzo dal XIII al XVIII secolo, Lanciano 2004.

Commenti

La croce astile testimonia l’attività delle botteghe orafe della regione che tra la fine del secolo XIII e l’inizio del secolo successivo realizzarono molte croci come quella analizzata, in cui la doratura e l’argentatura servivano a nascondere la povertà del metallo. L’opera non presenta le varianti iconografiche presenti sulla croce proveniente da Monticchio, ma ripropone un modello di estrema semplicità derivato anch’esso dalla nuova ventata di rinnovamento spirituale introdotta dalla predicazione francescana.