Conversione di Placido. Eustachio e la sua famiglia abbandonano la città colpita dalla peste (tav. 1) Ricongiungimento di Eustachio e Teopista coi figli (tav. 2)

Tavolette di Campo di Giove
Appartenenza oggetto
Altrui
Categoria
Dipinto a tempera su tavola
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d' Abruzzo
Materia e tecnica
Tempera su tavola
Datazione
1380 ca.
Provenienza
Campo di Giove (AQ) - Chiesa di S. Eustachio, poi Grand Rapids Museum - Michigan USA
Dimensioni
63,5 x 35 e 40,5 x 32,5

Descrizione breve

Le due tavolette cuspidate, insieme ad altri quattordici riquadri, costituivano gli sportelli di un tabernacolo che proteggeva la statua di S. Eustachio nella chiesa parrocchiale di Campo di Giove, frazione di Sulmona (AQ). Per la prima volta l’opera risulta menzionata da A. De Nino in un articolo intitolato”Una pittura rubata a Campo di Giove”(1902), dove dice espressamente di averla descritta fin dal1891 inun contributo finora non rintracciato dai biografi dello studioso. Successivamente, P. Piccirilli, nel 1903 ed una scheda d’archivio della Soprintendenza, forniscono una dettagliata descrizione del tabernacolo. esso risultava costituito da due sportelli,  muniti di cerniere, che si piegavano in modo da chiudere i fianchi e la parte anteriore. Era sormontato da timpano ad arco acuto, decorato da caulicoli rampanti, raffigurante l’Eterno benedicente. Realizzato intorno al 1380 da un artista anonimo, al quale è stato dato il nome convenzionale di Maestro di Campo di Giove ( Pasqualetti 2008), il tabernacolo presentava all’interno dipinti raffiguranti episodi della vita del Santo. L’ordine di lettura delle Storie, ispirate alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine, era da sinistra verso destra e dall’alto verso il basso. Le ante, trafugate il 6 ottobre 1902, rintracciate a Firenze nel1925, inbase a quanto ricostruito da Cristiana Pasqualetti, sono state poi smembrate e disperse sul mercato antiquario dalla Francia a gli Stati Uniti. Attualmente si conosce la collocazione soltanto di tredici tavolette raffiguranti:
La seconda apparizione di Cristo (proprietà privata Washington), Eustachio e i suoi familiari in nave verso l’Egitto e I messi di Traiano conducono Eustachio dall’imperatore ( vendute a Parigi nel 1930 e acquisite dalla collezione Saibene di Milano, dove, nel 1988, confluirono altre tre tavole: Eustachio incontra i messi dell’imperatore Traiano, Eustachio rifiuta di sacrificare agli idoli e Martirio di S.Eustachio e la sua famiglia).
Le tavolette raffiguranti La Conversione di Placido e S. Eustachio e la famiglia abbandonano la città colpita dalla peste, acquisite nel 1947 dal Gran Rapids Art Museum del Michigan sono state oggetto di spontanea consegna al Museo Nazionale d’Abruzzo, da parte della direttrice Celeste Adams, una volta venuta a conoscenza di uno studio sul tabernacolo e sulle vicende qui narrate. In data 5/11/2008  le tavolette sono pervenute al Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, dove, nel Reparto operativo Sezione antiquariato, sono state sottoposte ad indagini diagnostiche che hanno evidenziato il rimaneggiamento pittorico e l’aggiunta ottocentesca delle cornici. Con verbale del 27 Gennaio 2009 è stata definitivamente  ratificata la consegna dei reperti.
La tavoletta raffigurante Il ricongiungimento di Eustachio e Teopista con i figli fu recuperata nel 1947 da F. Zeri sul mercato antiquario romano e nel 1954 pervenne al Museo Nazionale d’Abruzzo. Altre quattro tavolette sono state ritrovate nel catalogo della Casa d’aste Christe’s di Londra e successivamente sequestrate da SCOTLAND YARD.

Collocazione attuale: Museo d’arte Sacra della Marsica, Celano(AQ) -  Castello Piccolomini

Bibliografia

A. DE NINO, Notizie degli Abruzzi. Una pittura rubata a Campodigiove(AQ), in L’Arte, 5, 1902, pagg. 425 – 426

P. PICCIRILLI, Notizie dagli Abruzzi. Opere d’arte in Campodigiove, in L’Arte, 6, 1903, pagg. 210 – 217

A. DE NINO, Sommario dei monumenti e degli oggetti d’arte, Vasto, 1904, pagg. 16 - 17

M. EISENBERG, A late Trecento Custodia with the life of St. Eustace, in Studies in late Medieval and Renaissance painting in honor of Millard Meiss, I, Lavin e J. Plummer (a cura di), New York 1977, I, pagg. 143 – 151, II, pagg. 47 – 53

L. P. NICOLETTI, Maestro di Campo di Giove, in Altri quaranta dipinti antichi dalla collezione Alberto Saibene, a cura di G. Agosti, Verona, 2008, pagg. 4 - 25, nn. 1 - 5

C. PASQUALETTI, Da Campo di Giove a Castelvecchio Subequo: un nuovo protagonista della pittura del Trecento in Abruzzo, in Ritorno in Abruzzo. Le storie di S. Eustachio restituite dal Grand Rapids Art Museum, C. Pasqualetti ( a cura di) , L’Aquila 2008, pagg. 7 – 18

C. PASQUALETTI, Scheda in S. O. S.Arte dall’Abruzzo, una mostra per non dimenticare, Gangemi editore, Roma 2010, pagg. 173 – 174

Soprintendenza B. S. A. E., Schede d’archivio s. d.