Crocifissione

La Crocifissione
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Affresco
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Affresco staccato
Autore
Francesco da Montereale (documentato dal 1508 al 1549)
Datazione
Sec. XVI (prima met
Provenienza
L'Aquila - Chiesa di San Francesco a Piazza Palazzo (oggi diruta)
Dimensioni
h. 400 cm, largh. 390 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

L'affresco presenta il Cristo in croce,con ai lati i ladroni:Disma sulla sua destra e Gesta,appena visibile,  alla  sua sinistra.In basso è raffigurata una folla di soldati,alcuni a cavallo.In primo piano sulla sinistra è il gruppo con la Vergine svenuta, sorretta da San Giovanni e dalle tre Marie.

Collocazione attuale: Loggiato I piano museo nazionale d’Abruzzo – Opera messa in sicurezza

Bibliografia

A. LEOSINI, Monumenti storici aquilani, L'Aquila 1848;
V. BINDI, Artisti abruzzesi, Napoli 1883;
V. BINDI, Monumenti storici ed artistici degli Abruzzi, Casalbordino 1889;
L. SERRA, L'Aquila monumentale, L'Aquila 1912;
M. CHINI, Pittori aquilani del '400, Roma 1915;
G. MAGNANIMI, Ritrovamente e restauri, Roma 1972.

R. CANNATA', Francesco da Montereale e la pittura a L'Aquila dalla fine del '400 alla prima metà del '500, in "Storia dell'arte",41,1981

Commenti

L'opera, purtroppo assai lacunosa, ci fornisce interessanti indicazioni sulla pittura di Francesco da Montereale, la personalità artistica più ricercata a L'Aquila ai primi del Cinquecento, come risulta dall'abbondanza delle opere che gli vengono attribuite. Lo schema della composizione è ancora quattrocentesco, con il Crocifisso collocato in primo piano rispetto al vuoto della parte alta, occupata quasi esclusivamente dalle croci. L'interesse dell'artista non è rivolto al paesaggio, ma alle figure che cura con minuziosa attenzione, soprattutto nei volti, che risultano fortemente caratterizzati. particolarmente interessante è la complessità delle correnti che confluiscono nell'affresco. Oltre ai modi della pittura umbra, ed in particolare del Perugino, notiamo alcuni riferimenti al Sodoma, come la raffigurazione dello svenimento della Madonna. La monumentalità e la volumetria di alcuni elementi della composizione sembrano riecheggiare i modi di Piero della Francesca. Infine nell'accentuata espressività di alcuni personaggi e nella minuzia dei particolari si può ravvisare la conoscenza delle stampe tedesche.L'affresco fu staccato alla fine dell'800 in seguito alla distruzione della chiesa di San Francesco che occupava gli attuali portici di via Principe Umberto e parte della strada. La sua costruzione, come quella dell'annesso convento, risaliva all'epoca della costruzione della città, ma i vari terremoti succedutisi nei secoli ne modificarono l'originario assetto, fino alla quasi completa distruzione. Oggi restano il campanile, il refettorio ligneo nel convitto nazionale e la cella del convento dove morì San Bernardino da Siena.