Cristo benedicente in trono tra la Madonna e San Giovanni Battista

Cristo benedicente in trono tra la Madonna e San Giovanni Battista
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Affresco
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Affresco staccato
Autore
Armanino da Modena
Datazione
1237
Provenienza
Bussi (PE) - Chiesa diruta di Santa Maria di Cartignano
Dimensioni
h. 359 cm, largh. 534 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

L'affresco raffigura il Cristo benedicente alla greca seduto su un trono tra i simboli del sole e della luna. Nella sinistra tiene il libro con l'iscrizione EGO SUM LUX MUNDI; ai suoi lati, in piedi e in gesto di preghiera, sono le figure della Vergine e di S. Giovanni Battista.Negli stipiti e nella fascia semicircolare sottostante l'abside corre un'iscrizione, ora solo parzialmente leggibile: MAGISTER arMANINUS de MUTINA fecit HOC OPUS ANNO MILLESIMO duecentesimo XXXVII XIInd....GENTILE FECIT FIERI HOC OPUS.Nella parte inferiore dell'abside si trovavano figure di santi sotto arcatelle,ora completamente scomparse.

Collocazione attuale:  Loggiato I Piano Museo Nazionale d’Abruzzo – Castello cinquecentesco – L’Aquila - Opera messa in sicurezza

Bibliografia

H. W. SCHULTZ, Denkmaler du Kunst des Mittelalters in Unteritalich, Dresden 1980;
P. PICCIRILLI, L'Abruzzo monumentale, in "Rassegna abruzzese", Anno III, n. 7, 1899;
E. BERTAUX, L'Art dans l'Italie Meridionale, Paris 1904;
I. C. GAVINI, Storia dell'architettura in Abruzzo, Milano-Roma 1927;
P. TOESCA, Il Medioevo, Torino 1927;
G. MATTHIAE, Il Castello dell'Aquila ed il Museo Nazionale d'Abruzzo, Roma 1959;
G. MATTHIAE, Pittura medioevale abruzzese, Milano 1969;
M. MORETTI, Architettura medioevale in Abruzzo, Roma 1971;
M. MORETTI, Museo Nazionale d'Abruzzo, L'Aquila 1968.
M.ANDALORO,Studi sull'arte medievale in Abruzzo,Dispense a cura di Jole Carlettini,Università G.D'Annunzio,Chieti,a.a. 1987-88;1988-89
M. ANDALORO, s. v.”Armanino da Modena” in Enciclopedia dell’arte medievale, vol. II,  Roma 1989, pag. 486
F. BOLOGNA, Le arti nel monastero e nel territorio di Sant’Angelo d’Ocre in S. Angelo d’Ocre a cura di V. Savastano, Verdone editore, 2009, pagg. 188 - 189

Commenti

Sebbene l'affresco riveli lo schema bizantino tipico della "deesis"(preghiera), molte sono le varianti iconografiche come il volto del Cristo, largo e tondeggiante,o i drappeggi delle vesti a tinte piatte con motivi ornamentali bianchi a stampino.Il Matthiae riconosce a quest'opera il merito di racchiudere e rappresentare in modo immediato elementi sia del bizantinismo di origine meridionale che di quello settntrionale.L'affresco di Armanino è comunque una volgarizzazione da esemplari provinciali e non da modelli aulici.Il Bertaux rintraccia nella composizione dell'affresco alcune analogie con gli affreschi della Cripta di San Giovanni in Venere, sebbene l'opera di Armanino riveli caratteri più pienamente bizantini. Il critico, che potè vedere le figure dei santi sotto il catino dell'abside, ora scomparse, trovò affinità tra queste e i due gruppi di tre santi nell'abside della chiesa di S.Pietro ad Oratorium.

La fisionomia pittorica di Armanino, essendo legata ad una sola opera, vittima peraltro di vicissitudini che ne hanno  compromesso l'integrità, non è facilmente individuabile.Già il dato anagrafico della sua provenienza evidenzia la sua estraneità nei confronti della pittura duecentesca in Abruzzo;lo schema iconografico della " deesis " è di tipo bizantino, ma elementi formali quali i drappeggi delle vesti a tinte piatte , sono lontani dalla purezza dei modelli bizantini.Sono riscontrabili significative rispondenze con i pannelli raffiguranti S.Pietro e S.Pudenziana dipinti nel presbiterio del duomo di Modena come l'uso di elementi decorativi quali la perlinatura lungo il giro delle aureole ed il motivo dei fiorellini bianchi a stampino,la conformazione inarticolata delle mani,una stesura pittorica pervasa da grafismi sottili ma inerti.