Madonna in trono adorante il Bambino

Madonna in trono adorante il Bambino
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Tempera su tavola
Autore
Giacomo da Campli alias Maestro dei polittici Crivelleschi
Datazione
Sec. XV (seconda met
Provenienza
L'Aquila - Convento di San Giuliano  - Visualizza sito
Dimensioni
h. 124 cm, largh. 63 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

La tavola ha una cornice intagliata e dorata a forma di arco ribassato poggiante su due colonnine tortili con capitello multiplo da cui origina una decorazione a fogliame che sostiene una cornice cromata di azzurro punteggiata di stelle dorate. Sul fondo oro zecchino dato in foglia, seduto su un trono il cui dossale ripete il disegno della cornice, è la Vergine in atto di adorare il Bambino avvolta da un manto blu, trapunto da fiordalisi dorati, con una profilatura d'oro, stampata a lettere gotiche che ricopre l'abito arabescato. Il Bambino è steso sulle sue ginocchia nudo, appoggiato ad un cuscino ricamato. Entrambi hanno una grande aureola dorata e decorata con iscrizioni punzonate.

Bibliografia

Inventario a mano dei quadri del Municipio dell'Aquila del 1908;
M. R. GABBRIELLI, Inventario degli oggetti d'arte d'Italia, Prov. di L'Aquila, Roma 1934;
E. CARLI, Per la pittura del '400 in Abruzzo, in "Rivista del Regio Istituto di Archeologia e Storia dell'Arte", a. IX, 1942;
M. CHINI, Maestro Giacomo da Campli, L'Aquila 1949;
G. MATTHIAE, Il Castello dell'Aquila e il Museo Nazionale d'Abruzzo, Roma 1959;
M. MORETTI, Il Museo Nazionale d'Abruzzo, L'Aquila 1968;
F. ACETO, Giacomo da Campli, in D.A.T. IV, Le valli della Vibrata e del Salinello, Carsa Edizioni, Pescara 1996.

Commenti

La tavola smembrata fa parte di un trittico i cui laterali (San Ludovico e San Francesco), privi di cornice, sono conservati nello stesso Museo. Il Moretti ha definito il trittico "opera fondamentale di Giacomo da Campli per la ricostruzione della sua personalità pittorica" (Moretti 1968). In effetti di questo pittore, oggetto di studio di vari autori, quali Chini e Carli, nonostante esistano due documenti comprovanti la sua attività pittorica, non si conoscono opere di attribuzione certa. Le condizioni conservative del trittico non consentono di confermare questa attribuzione in quanto le affinità che si notano tra queste tavole e le altre attribuite a Giacomo da Campli non vanno al di là di una generica appartenenza allo stesso substrato culturale dovuto alla presenza di quel goticismo cortese gentilesco o più genericamente marchigiano della forma e dell'ornato.