Madonna in trono con il Bambino, San Francesco, San Michele Arcangelo, San Girolamo, Sant'Antonio

Madonna in trono col Bambino, San Francesco, San Michele Arcangelo, San Girolamo e Sant'Antonio
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Tempera su tavola
Autore
Giacomo da Campli alias Maestro dei polittici Crivelleschi
Datazione
post 1482
Provenienza
Ocre (AQ) - Convento di Sant'Angelo d'Ocre
Dimensioni
185 x 220,5 x 12 cm
Diritti oggetto digitale
BSAE AQ

Descrizione breve

Collocazione attuale: Mostra “ Dopo i restauri. Capolavori d’arte tra medioevo e rinascimento”  dal 25/07 al  30 /11/ 2013;  Museo d’arte Sacra della Marsica, Celano(AQ) -  Castello Piccolomini

Restauro: Programmazione ordinaria MIBAC anno 2010 – Ditta Carnicelli – L’Aquila

Il polittico è a due ordini sovrapposti di cinque scomparti ciascuno, racchiusi entro una cornice dorata, intagliata e traforata, ad archi ribassati trilobati, sostenuti da colonnine a tortiglione nella parte inferiore, archi acuti decorati con fogliame e intervallati da pinnacoli nella parte superiore. Le tavole originariamente a fondo oro, dato in foglia, perduta quasi completamente l'originale doratura, presentano solo la preparazione a bolo rosso. Nell'ordine inferiore al centro la Vergine sopra un trono con il suppedaneo molto avanzato con manto scuro trapunto di fiordalisi dorati su veste rosa, ha nelle sue ginocchia il Bambino in piedi in atto benedicente. In primo piano, a sinistra, in dimensione ridotta, una piccola figura di committente. Da sinistra nel I scomparto: San Francesco d'Assisi con saio frigio, un libro ed un'esile croce tra le mani, San Michele Arcangelo con armatura originariamente argentata, nell'atto di trafiggere con l'asta Lucifero, in forma di drago. A destra della Vergine, San Girolamo con cappello e manto rosso, ha un libro aperto tra le mani ed il modellino di una Chiesa. Accanto San Antonio da Padova con il figlio ed un libro. Al II ordine al centro Cristo emergente dal sepolcro, cinto dal solo perizoma, con i simboli della passione attorno a lui. Da sinistra San Bernardino con il suo simbolo ed un cartiglio; San Ludovico da Tolosa con mitria, pastorale ed un libro in mano; a destra del Cristo Sant'Ambrogio, coperto da un piviale grigio trapunto di angeli rossi, con la mitria sormontata dal cappello e pastorale. Nell'ultimo scomparto San Giovanni da Capestrano con il suo stendardo in mano.Nella predella al centro il Redentore con un libro aperto, sei Apostoli da ogno lato e due Santi.

Collocazione attuale: Museo d’arte Sacra della Marsica, Celano(AQ) -  Castello Piccolomini
Restauro: Programmazione ordinaria MIBAC anno 2010 – Ditta Carnicelli – L’Aquila

Bibliografia

 

A. LEOSINI, Monumenti storici artistici della città dell'Aquila e dintorni, L'Aquila 1848, p. 266;
Inventario a mano dei quadri del Municipio dell'Aquila, 1908, n. 194;
G. B. MANIERI, Inventario a mano del Museo Civico Aquilano, 1918, n. 194, p. 14;
M. VAN MARLE, The development of the Italian School of painting, Niyolt 1923-1929, vol. XV, p. 103;
L. SERRA, Aquila, Bergamo, 1929, p. 104;
M. R. GABBRIELLI, Inventario degli oggetti d'arte d'Italia, Prov. di L'Aquila, Roma 1934, p. 43;
T. BORENIUS, Catalog of the Picture and Dranings at Harewood Hause and elsewhere in the Collection of Earl of Harewood, 1939, p. 12;
A. MASSIMI, Cola dell'Amatrice, SL, 1939;
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F. BOLOGNA, La ricostruzione di un polittico ed il Maestro dei polittici Crivelleschi, in "Bollettino d'Arte", 1948, p. 369
M. CHINI, Maestro G. da Campli, pittore abruzzese del sec. XV, AQ, 1949, p. 23;
G. MATTHIAE, Il Castello dell'Aquila e il Museo Nazionale d'Abruzzo, Roma 1959, p. 17;
M. MORETTI, Il Museo Nazionale d'Abruzzo, L'Aquila 1968, p. 8;
P. ZAMPETTI, La pittura marchigiana da Gentile a Raffaello, Venezia 1971, p. 193;
B. BERENSON, Italian pictures of renaissance. A list of the principal artists and their works with an index of places. Central Italian and North Italian school, 3 voll. Londra, 1968, pagg. 250-251
P. ZAMPETTI, La pittura marchigiana da Gentile a Raffaello, Venezia, 1971, pag.193
R. TORLONTANO, La pittura in Abruzzo nel ‘400, in La pittura in Italia. Quattrocento, a cura di F. Zeri, Milano, 1987, pag. 440, pag. 674

E. SETTIMI, Schede nn.1/4, in Pinacoteca Civica di Teramo, Catalogo dei dipinti, delle sculture e delle ceramiche, pagg. 22-23-24

E. CARLI, Arte in Abruzzo, Milano, 1998, pag.227-228

E. LUDOVICI, Il Maestro dei polittici crivelleschi rivisitato, in “Arte cristiana”, 91,  2003, pagg. 252/256

F. BOLOGNA, Le arti nel monastero e nel territorio di S. Angelo d’Ocre in S. Angelo d’ocre, a cura di C. Savastano,Verdone editore Castelli(TE), 2009, pagg. 204 - 208

   ALL. ARBACE - D. FERRARA (a cura di), Il Rinascimento danzante. Michele Greco    da Valona e gli artisti dell’Adriatico tra Abruzzo e Molise, Allemandi editore , 2011, pagg. 62 - 63

Commenti

Questo polittico è stato pubblicato dal Serra (1934) con l'attribuzione a Cola dell'Amatrice (1489-1495) e il riferimento al periodo giovanile dell'artista giustificata dall'influsso di Carlo Crivelli, filtrato attraverso l'interpretazione di Pietro Alemanno. Con questa attribuzione è menzionato anche dal Massini (1939). La Gabrielli (1934) lo riferisce invece a Sebastiano di Cola da Casentino. Il Carli (1942) rifiutando decisamente questi riferimenti,accosta quest'opera ad altri dipinti abruzzesi costituendo un gruppo che egli riferisce a Giacomo da Campli. Il Bologna respinge questa ipotesi ed isola, tra le opere indicate dal Carli, un gruppo omogeneo che egli attribuisce ad un artista abruzzese attivo nella seconda metà del XV secolo a cui attribuisce il nome convenzionale di "Maestro dei polittici crivelleschi". Tale attribuzione è accettata dalla critica più recente (Berenson, Moretti, Lehmann Brockhaus).