San Giovanni Evangelista e i Beati Timoteo da Monticchio e Vincenzo dell'Aquila

San Giovanni Evangelista con i beati Timoteo da Monticchio e Vincenzo dall'Aquila
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Tempera su tavola
Autore
Maestro del Refettorio
Datazione
Sec. XVI (prima met
Provenienza
Ocre (AQ) - Convento di Sant'Angelo d'Ocre
Dimensioni
h. 195 cm, largh. 112 cm
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Il dipinto costituisce uno dei due pannelli laterali di una Crocifissione oggi perduta in cui sono raffigurati San giovanni Evangelista in primo piano e i beati Timoteo da Monticchio e Vincenzo dell'Aquila in ginocchio e vestiti con il saio francescano. Sullo sfondo una città ed un paesaggio montagnoso.

Collocazione attuale: Museo d'arte Sacra della Marsica - Castello Piccolomini - Celano (AQ)

Restauro: Programmazione ordinaria MIBAC anno 2012 – Ditta S. Pissagroia - Roma (attualmente in restauro)

Bibliografia

G. B. MANIERI, Inventario a mano dei quadri del Municipio di Aquila, 1908, n. 195 – 196

M. CHINI, Pittori aquilani del ‘400 in “Rassegna d’arte dell’Abruzzo e Molise”, a. IV, 1915

G. B. MANIERI, Inventario a mano del Museo Civico aquilano, 1918

M. R. GABBRIELLI, Inventario degli oggetti d'arte d'Italia, IV, Prov. di L'Aquila, Roma 1934, pag. 45

M. MORETTI, Museo Nazionale d'Abruzzo, L'Aquila 1968, pagg. 78 - 79

U. DEGANO, Storia ed arte delle Ville d’Ocre, Deputazione abruzzese di Storia patria, L’Aquila 1996, pag. 579

F. BOLOGNA, Le arti nel monastero e nel territorio di S. Angelo d’Ocre, in S. Angelo d’Ocre a cura di C. Savastano, Castelli (TE), 2009, pag. 208

L. PEZZUTO, Il Maestro del Refettorio, in  L’arte aquilana del rinascimento, Ed. L’Una 2010, pag. 130

Commenti

Il dipinto frammentario venne pubblicato dalla Gabbrielli senza alcun riferimento critico. Il Moretti(1968), ripubblicandolo, rivela in primo luogo la rarità della rappresentazione iconografica e lo data intorno al 1515, accostandolo alla produzione di Saturnino Gatti.