Madonna del Latte

Madonna del latte
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Dipinto
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Arte Sacra
Materia e tecnica
Tempera su pergamena incollata su tavola di pino
Autore
Pittore abruzzese d'influenza bizantina
Datazione
Sec. XIII (seconda met
Provenienza
Montereale (AQ) - Chiesa di Santa Maria in Pantanis  - Visualizza sito
Dimensioni
219 x 73 x 4 cm.
Diritti oggetto digitale
Soprintendenza PSAE - AQ

Descrizione breve

La Madonna è seduta in trono e sostiene con il braccio destro il Bambino cui porge il seno; Gesù benedice alla latina e regge un rotolo.Lo  slancio ascensionale della figura è sottolineato dal raffinato linearismo delle fasce decorative del manto e dei contorni delle amplissime maniche, con l'effetto di far apparire leggeri gli spessi e decoratissimi paludamenti. La straordinaria ricchezza della decorazione e la sontuosità dell'azzurro intenso del lapislazzulo, proposto in varie modulazioni, si pone come nota dominante e viene messo in risalto  da  sapienti accostamenti quale il bianco candido del lembo della tunica. Le parti anatomiche della Vergine che emergono dall'opulenza dell'apparato decorativo, sono trattate con particolare attenzione che si rileva nella soda curva del seno e nelle elegantissime dita affusolate. Il volto della Vergine, di un ovale perfetto caratterizzato da uno sguardo profondo ed enigmatico, è coronato da una grande e preziosa corona, che si inserisce mirabilmente nel tondo del nimbo sporgente dalla tavola. Anche la figura del Bambino, dai tratti improntati ad una pensosa maturità, è trattata con uno squisito linearismo e dominata dal sapiente accostamento del verde della tunica col rosso del mantello. 

Collocazione attuale: Museo d'arte sacra della Marsica - Castello Piccolomini di Celano (AQ).

Bibliografia

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Soprintendenza B.S.A.E. dell’abruzzo, Scheda OA, s.d.

 

 

Commenti

La tavola, collocata sull’altare maggiore della chiesa di S. Maria in Pantanis di Montereale (AQ), fu segnalata nel 1958, nel corso di un’ispezione della Soprintendenza. Si ravvisò immediatamente la necessità di eseguire un intervento di restauro, ma il prelievo della tavola fu impedito dalla pertinace opposizione della popolazione locale che vedeva nella veneratissima icona il simbolo dei valori religiosi, culturali e storico-sociali della piccola comunità e ne paventava la perdita. Solo nel 1982 fu possibile trasferire la tavola presso l’Istituto Centrale per il Restauro. L’opera, costituita da un’unica tavola di pino sulla quale è stato innestato il tondo, riproduce uno schema iconografico abbastanza diffuso. La preziosità e la ieraticità dell’immagine sembrano escludere qualsiasi concessione alla vena popolare. Nella figurazione si uniscono in perfetta sintesi lo slancio ascensionale sottolineato dalle linee dei panneggi e dai contorni delle ampie maniche che sembrano annullare la naturale contrazione del corpo seduto ed una straordinaria ricchezza decorativa esaltata dall’uso del lapislazzulo. Per le analogie riscontrabili con la Madonna della Badia di Montevergine (AV) e quella di S. Maria de Flumine ad Amalfi, quest’opera può essere ritenuta di derivazione campano-amalfitana, strettamente connessa agli influssi bizantineggianti provenienti dai mosaici di Monreale e dell’area messinese.