Tonacella con stola e manipolo

Tonacella in raso di seta broccato, Sec. XVII (ca. 1660-1670)
Appartenenza oggetto
Proprio
Categoria
Paramento liturgico
Nazione, Regione, Provincia
Italia
Citt�
L'Aquila
Luogo di conservazione
Museo Nazionale d'Abruzzo
Luogo di collocazione
Oreficeria e tessuti
Materia e tecnica
Raso di seta broccato
Autore
Datazione
Sec. XVII (intorno al 1660-1670)
Provenienza
L'Aquila - Museo Diocesano
Dimensioni
h. 112 cm, largh. 75 cm.
Diritti oggetto digitale
PSAE AQ

Descrizione breve

Il paramento analizzato è composto di due tessuti differenti. Quello utilizzato per confezionare l'intero paramento presenta un decoro con sinusoidi orizzontali formate da un motivo vegetale nastriforme a margini dentellati, biforcate con diramazioni ondulate che vanno a raggiungere l'ordine superiore formando maglie curvilinee, nelle quali si inseriscono sottili tralci con foglie e frutta esotiche, estese per tutta la superficie. Il fondo è di seta verde, con decori in oro filato e seta rosa. Il tessuto è un raso di seta broccato.Il tessuto presente invece sulle maniche e negli specchi è caratterizzato da una serie orizzontale con orientamento alternato di cornucopie, dalle quali fuoriescono, orientate verso sinistra, rose, convolvoli e anemoni, mentre a destra sono presenti volute d'acanto con tulipani e racemi di rose. Il fondo è di seta bianca laminata in argento, con decorazione nei colori: rosa, lilla, azzurro e oro. Il tessuto è una faglia di seta laminata e broccata. Sullo specchio posteriore è stato cucito un ricamo raffigurante la Vergine Orante su falce di luna eseguita a punto strega e lanciato.I galloni sono di oro filato con motivo a denti di lupo. La fodera è una tela di lino grezzo cucita a coprire l'originale fodera in taffetas di seta rosa.

Commenti

Il tessuto prevalente presenta una tipologia decorativa molto originale, che rivela una padronanza dei mezzi tecnici e degli effetti chiaroscurali. Simili effetti cromatici e tecnici sono riscontrabili in molti paramenti del XVII secolo presenti nelle chiese romane (vedi ad esempio la chiesa di Santa Maria in via Lata). Gli Statuti che regolavano la produzione della seta nella capitale, nel periodo suindicato testimoniano di una produzione tessile di altissimo livello, che si giovava spesso di cartoni eseguiti da grandi artisti come Bernini, Borromini, Pietro da Cortona ed altri.