Chiesa San Bartolomeo

Tipo
Piagge
Nazione
Italia
Regione
Abruzzo
Provincia
Pescara
Comune
Carpineto della Nora

Descrizione

La fondazione del monastero benedettino di S. Bartolomeo risale al 962 per opera di Bernardi, figlio di Linduno, conte di Penne, come attesta l’Ughelli che nell’ “Italia sacra”, riporta il testo di una Cronaca registrata dal monaco Alessandro fino al 1193 sotto il Pontificato di Celestino III. Il nobile di Penne, saputo di essere gravemente ammalato, costruì presso il fiume Nora da prima una piccola cappella poi il monastero di S. Bartolomeo, una cui reliquia gli fu donata dall’Arcivescovo di Benevento per essere lì conservata. Un altare maggiore fu innalzato, dopo al consacrazione, nel quale fu posto il braccio destro del Santo. Durante il dominio dei Normanni il monastero subì saccheggi e distruzioni, come attesta la Cronaca che racconta anche del normanno Ugone Malzonetto, che divenuto padrone di quei territori riconsegnò il complesso ai monaci. Seguirono alterne vicende che videro il monastero alla fine del XI sec. far parte della contea di Apruzio, alla metà del XII sec. il conte Rinaldo scacciare i monaci e distruggere il complesso. Nel 1193 finisce la Cronaca del monaco Alessandro e terminano le fonti per la ricostruzione della storia del centro monastico. La chiesa subì certamente una prima ricostruzione alla fine del XII sec., mentre un’altra avvenne nel XIII sec. Nel 1176 l’abate leonate per l’edificazione di S. Clemente a Casauria chiamò dalla Borgonia artisti che, fondendo le loro esperienze con quelle locali, realizzarono il prototipo dell’architettura abruzzese della fine del XII sec.. Queste maestranze, alla morte dell’Abate, si spostarono in altri centri e giunsero forze nel monastero di S. Bartolomeo dove rinnovarono i preesistenti manufatti benedettini. Del complesso originario rimane solamente la chiesa e qualche resto del monastero. La chiesa ripropone lo schema della pianta de S. Clemente a Casauria, ma con la trasformazione della zona presbiteriale che ha una terminazione piana. L’interno è suddiviso in tre navate, scandite da pilastri squadrati che sostengono archi a tutto sesto, che terminano con archi di trionfo a sesto acuto nel transetto rialzato anch’esso suddiviso in tre campate. La zona centrale del transetto, di forma quadrata, è divisa dall’abside rettangolare da un arco di trionfo. Secondo il Moretti l’interno rispecchia l’architettura borgognona francese, anche se sono ancora individuabili forme benedettine anteriori al 1000. L’edificio ha una copertura a due falde, sorretta da capriate lignee; una ricca decorazione a mattonelle dipinte a losanghe abbellisce il soffitto. La decorazione interna è ricollegabile alla scuola casauriense negli intrecci di palme, di fiori tripartiti, di tralci nascenti da draghi e volute e di rosette a rilievo. Le tre absidi prendono luce da monofore, due delle quali, la centrale a destra, presentano colonnine tortili. L’altare maggiore, sopraelevato da due gradini, è retto da quattro colonne basse di diversa modanatura con capitelli di notevole interesse. Al di sotto di presbiterio è ricamata la cripta, con stretti ambulacri e volte a botte sostenute da pilastri quadrati. Tre semplici monofore illuminano l’ambiente. La chiesa, all’esterno, è preceduta da un portico all’estremità del quale si eleva il resto di un torrione a basse rettangolare, struttura forse usata a scopo di difesa. Il portale d’ingresso, che si apre sotto il porticato, è forse l’elemento più interessante per la ricchezza della decorazione. Un lungo tralcio d’acanto nasce dallo stipite di destra, corre sull’architrave e si conclude nel lato opposto nella bocca di un agnello, tra le volute sono raffigurati animali e un agnello pasquale. Di notevole interesse è la cella campanaria.