.Michele Cascella
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| Biografia Figlio di Basilio Cascella, apprende sotto la guida del padre le varie tecniche pittoriche e incisorie (olio, pastello, acquarello, litografia). Al 1907 risale la sua prima esposizione presso la Famiglia Artistica di Milano, cui faranno seguito alcune mostre parigine ed incontri con scrittori e artisti, quali Cecchi, Panzini, Marinetti, Boccioni. Dopo aver militato nella prima guerra mondiale, si stabilisce prima a Roma, poi a Milano, presso il poeta Clemente Rebora, quindi a Parigi, dove tornerà più volte. In seguito, mentre si dedica alla maiolica, che dal '36 produce per la ditta Richard-Ginori, partecipa alle Biennali di Venezia nonchè ad alcune mostre di carattere internazionale. Negli anni più recenti si stabilisce a portofino, cui sono ispirati molti suoi dipinti. Cascella o la gioia di dipingere. se egli rappresenta l'opposto di Dubuffet, quello che meglio gli può essere paragonato è Utrillo. Essi hanno in comune l'amore per i paesaggi urbani, per le case dalle mura patinate dal tempo, corrose, rese verdi dall'umidità, per i paesaggi dipinti con amore e con una certa nostalgia. (...) Cascella si inserisce, con una tecnica molto diversa, una pasta più ricca, nella tradizione degli impressionisti capaci di interpretare tutte le sfumature dell'ora, tutta la gamma delle stagioni. Sull'arte di Cascella si potrebbero fare tutti gli accostamenti possibili ed immaginabili. Si potrebbe paragionarlo ai coloristi dell'Ottocento francese, ai veristi italiani, a certi pittori fiamminghi eternamente immersi in grandi paesaggi fioriti. Cascella però non assomiglia a nessuno. La sua è una posizione solitaria volutamente cercata. | |
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